Wednesday, November 21, 2018
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Zbrush, la scultura e la rivoluzione digitale dell’arte del gioiello

Ogni arte sembra essere in qualche modo influenzata dal 3D. Lo è anche la preziosa arte degli orefici, che grazie alla computer grafica possono creare l'impossibile

La creazione dei gioielli è un’arte complessa e dispendiosa sia economicamente che a livello di tempo. O almeno così è stato per molti anni, fino a quando la stampa 3D non ha iniziato a mostrare al mondo tutte le sue possibilità.

Oggi è possibile, con un po’ di conoscenza del mondo della computer grafica, creare i propri gioielli da zero, con uno qualsiasi dei software 3d a disposizione sul mercato.

In questo senso, Zbrush sta diventando rapidamente uno degli strumenti più interessanti per gli artisti dei gioielli, soprattutto per coloro che sono alla ricerca di un design complesso, intricato e dettagliato.

La scelta diventa di fatto obbligata alla luce delle necessità di un dettaglio, che altrimenti, anche con altri programmi di grafica 3D, sarebbe quasi impossibile da ricreare.

La mole di “massa digitale”, ossia di poligoni, e quindi di rifiniture che Zbrush riesce a gestire attraverso la sua tecnologia proprietaria, permette di ottenere complesse minuziosità, indipendentemente dalla scala dell’oggetto che verrà creato, sia questo un piccolo pendente, sia al contrario una statua per un allestimento artistico.

Nikolay Vorobyov - Vari Step di creazione

Il pendente, visibile in alto, a forma di artiglio di un orso, che riporta in cima la stessa effige dell’animale selvaggio, ne è la prova. L’artista, il russo Nikolay Vorobyov, che lo ha inventato infatti non lavora tradizionalmente la materia, ma piuttosto ne plasma una prima versione digitale grazie al 3D.

Le capacità artistiche di questo moderno scultore, unite alle sapienti mani di un orafo, che ha sfruttato il modello stampato per ottenerne un calco, hanno reso tangibile questo gioiello.

Impressionante Teschio-Gioiello di Jack DuRose

Jack DuRose, artista del gioiello moderno, ha già da tempo adottato Zbrush nel suo processo di creazione, e con risultati eccezionali.

Parlando di Zbrush dice, : “Zbrush mi ha permesso di creare modelli organici che tradizionalmente sarebbero potuti essere creati solamente tramite intaglio su creta. La libertà creativa di manipolare singoli elementi, dando all’opera un perfetto senso di equilibrio e di andamenti è impareggiabile. Il workflow di lavoro è molto meno restrittivo di quello di altri software CAD specifici del design del gioiello”.

Negli anni Zbrush ha integrato l suo interno sempre più funzioni, strumenti ed operazioni volte alla sapiente “gestione artigianale” delle mesh 3D.

Dalle operazioni Booleane, alla gestione di pattern complessi grazie a strumenti come le Dynamesh, dai pennelli IMM per l’inserimento di nuovi oggetti sulla superficie ad uso “decoro”, alla esportazione diretta per la stampa 3D.

Jaipur Jewelry Choice Design Award vinto da A. Sasikumar

Non mancano neanche i primi risultati degni di nota dell’applicazione di questo nuovo modo di intendere l’arte sapiente della gioielleria.

L’artista di Zbrush e jewlery designer A. Sasikumar, ha vinto il Jaipur Jewlery Choice Design Award, per la creazione di una bellissima collana interamente creata grazie a Zbrush. Il dettaglio della creazione è incredibilmente intricato e magistralmente scolpito, due aspetti che hanno tratto molto vantaggio dalle peculiarità intrinseche di Zbrush.

Nello stesso momento, dall’altra parte del mondo, in California, Dilek Sezen, designer di gioielli acclamata a livello internazionale, utilizza Zbrush per la creazione di accessori da indossare, estremamente avveniristici e/o particolari (potete saperne di più sul forum ufficiale di Zbrush, all’indirizzo: http://www.zbrushcentral.com/showthread.php?194321-ZB-I-couldn-t-made-without-you-NYC-3D-Print-week-amp-Silicon-Valley-fashion-show&p=1143644&infinite=1#post1143644)

Creazione di Dilek Sezen

E’ quindi chiaro come anche questo mondo e disciplina artista, stia venendo formente rivoluzionata dalle potezionalità del 3D, che alla fine, come ogni strumento, conta e si afferma, solo grazie al talento artistico di menti visionare e moderne come quelle citate poco più su.

E voi, cosa decidete di fare con questo potere?

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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