Sunday, June 17, 2018
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Spider Dress – La moda e la stampa 3d si uniscono nel FashionTech

Anouk Wipprecht, stilista olandese appassionata di robotica ha creato una prima linea di abiti FashionTech. Abbigliamento e tecnologia si fondono assieme in un connubio volto alla interazione uomo macchina ed a rendere possibile l'impossibile

Anouk Wipprecht è una designer olandese che fa dell’innovazione i suo cavallo di battaglia. Inserisce il suoi lavori in un settore così moderno che ai più non dirà ancora nulla, quello del “Fashion Tech”.
Questo nuovo settore, nato nel punto di incontro tra il Fashion design, l’ingegneria, la robotica, la scienza e l’interazione/esperienza utente, va al di là del semplice “look“.Nell’idea di Anouk, i suoi capi di abbigliamento non prevedono l’integrazione di questa tecnologia solo in funzione di un mera corrente stilistica. Essa rappresenta piuttosto l’inizio di una progettazione in cui i capi stessi aumentano l’interazione tra noi e l’ambiente, automatizzando alcuni processi e rendendone possibili altri.
Lo “Spider Dress”, uno degli abiti creato dalla stilista, è un perfetto esempio della stilistica futurista e del senso funzionale, più profondo, che ruota attorno a questo nuovo settore.
Anouk per la realizzazione dei suoi capi, ha tessuto partnership con nomi del settore hi-tech, del calibro di Intel, Autodesk, Google, Microsoft la compagnia di 3D Priniting, Materialise.
L’abito è stato progettato presso Autodesk Pier 9, lo studio creativo di proprietà della stessa compagnia specializzata in software 3D, con cui Anouk Wipprecht ha già in precedenza molto collaborato, utilizzando per tutte le sue precedenti idee, il software Autodesk Fusion 360.

Un Teaser Trailer dello "Spider Dress" e le sue peculiarità

Da sempre appassionata della robotica e di ciò che essa permette, Anouk, intervistata in merito alla visionaria linea di capi che sta portando avanti dice: “Lo Spider Dress si comporta come una interfaccia tra il corpo ed il mondo esterno. Usa cioè la tecnologia ed il tessuto come un mezzo di interazione tra le due cose.”
Per garantire questa commistione di intenti, vengono costantemente misurati la il respiro e la prossimità del soggetto ad altri elementi e forme di vita.

Le braccia animatroniche dell’aracnide-vestito, sanno esattamente quando qualcuno sta iniziando ad invadere lo stazione personale dell’indossatore. Gli “arti” del vestito sono attivati da un computer interno e sensori tecnologici che permettono al vestito di essere autonomo nelle funzionalità ed anzi assistere il proprietario del vestito ed adattarsi alle emozioni e desideri di quest’ultimo.

Le possibilità di questo vestito, sono state implementate, grazie alla tecnologia miniaturizzata di Intel Edison.“Questa innovazione tecnologia mi ha permesso di portare avanti quello che nel 2013 era solo un prototipo, in un completo vestito, totalmente stampato in 3D, mechatronico e pieno di sensori.

La stilista Anouk Wipprecht ci mostra come funziona e come ha sviluppato il suo "Spider Dress"

La posizione che la tecnologia ha nella nostra società ed il suo scopo nel compiacere i nostri desideri, diventerà sempre più intimo e personale”, continua Wipprecht, aggiungendo che la tecnologia può incoraggiare l’interattività e no soltanto condurre le persone ad una lobotomizzazione forzata tra schermo e occhi.
La stilista crede inoltre che il senso ed i benefici della tecnologia siano soltanto ascrivibili a come l’uomo stesso vede il progresso. Non sentendolo come na minaccia ma anzi una possibilità, grandi sono i risultati che si potrebbero raggiungere, anche dal punto di vista della salute, con l’introduzione sempre più semplice di sensori che possono tener traccia dei segnali vitali di una persona.
Per essere stampato nella sua interezza il vestito ha richiesto più di 60 ore di stampa per le complesse geometrie, venendo totalmente disegnato e studiato in 3D grazie al software Autodesk Maya.

Per avere più informazioni sul processo di creazione e visionare numerosi altri capi della linea futuristica di Anouk Wipprecht potete visitare il suo sito internet all’indirizzo : http://www.anoukwipprecht.nl

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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