Wednesday, November 21, 2018
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Syntax, i poster di Giuseppe Gallo ispirati alle architetture di Bjarke Ingels Group.

I suoi lavori, le due serie di poster, sono il frutto di approfondite ricerche che mettono al centro del progetto le relazioni tra gli elementi del segno in un continuo gioco di rimandi tra il

© Giuseppe Gallo /Mirabilia

La commistione di architettura e graphic design dà sempre vita ad un processo creativo nella sua accezione più autentica e potente che non resta mai solo esercizio stilistico, ma può spingersi fino a diventare ricerca di un metodo per esprimere nuovi linguaggi della grafica.

Sarà per questo che trovo interessante il lavoro di Giuseppe Gallo, Ingegnere (edile) con un dottorato di ricerca in Architettura e direttore creativo di Mirabilia, lo studio di comunicazione fondato nel 2008 con base a Palermo.

Mentre io preparo questo articolo lui è al convegno CAADRIA2018 a Beijing, Cina per presentare un contributo di ricerca sulle teorie dell’Architetto Luigi Moretti, figura che sta approfondendo all’interno del suo Dottorato all’Università degli studi di Palermo.

In effetti tutto sembra nascere da questa figura dell’architettura italiana che per primo parlò di Architettura Parametrica: perseguendo l’idea di generare la forma attraverso rigorose relazioni geometriche tra parametri quantizzabili, egli ne definì i primi metodi, cui seguirono i metodi computazionali fino al data aided design.

I “parametri” e le loro interrelazioni rappresentano l’espressione, il codice, del nuovo linguaggio architettonico, la “struttura”, nel senso originario e rigoroso del vocabolo e consentono di organizzare il progetto in sistemi associativi basati su logiche di relazione tra parti e, nel continuo fluire dei concetti “matematici” dall’architettura alla grafica è naturale pensare al pattern come possibile soluzione visiva; tanto più che secondo gli studi di Gombrich esso rappresenta uno strumento per comunicare, creare equilibrio e generare piacere estetico, in una posizione intermedia tra gli estremi costituiti da caos e ridondanza.

Giuseppe Gallo insieme al suo team ne sviluppa un concept nel 2015 con una serie di poster ispirati ad alcuni dei progetti di Mecanoo, lo studio di architettura olandese con sede a Delft.

Dopo l’ottimo riscontro della prima serie, il progetto prosegue con una nuova serie ispirata dalle architetture di BIG – Bjarke Ingels Group.
Bjarke Ingels Group è uno dei più importanti studi nel panorama dell’architettura contemporanea, un gruppo di oltre 300 professionisti che lavorano su progetti di diversa scala in tutto il mondo, con uffici a Copenaghen, New York e Londra. Lo studio è famoso per il suo approccio alla progettazione lontana da formalismi o puri pragmatismi, che punta alla soluzione di problemi reali tramite una “programmatic alchemy“.

Il focus resta centrato sempre sulla semiotica, con particolare riferimento questa volta non alla semantica né alla pragmatica, ma allo studio delle reciproche relazioni formali dei segni e infatti il lavoro si intitola non a caso Syntax (sintattica). Enjoy.

© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo
© Giuseppe Gallo

falasconi@ilas.com

Il primo ricordo di un regalo di compleanno è la scatola di colori a tempera ricevuta da mia zia. Chiaramente destinato ad una carriera che contemplasse il disegno e la grafica, dopo gli studi artistici e una specializzazione in Art Direction e Grafica Pubblicitaria sono entrato in ILAS in cui ho ricoperto diversi incarichi fino a diventare Art Director Senior. Appassionato di arte, cucina, fotografia e curioso viaggiatore ho già visitato letteralmente mezzo mondo e, sull’altra metà, ho le idee piuttosto chiare sul programma.

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