Sunday, December 9, 2018
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Al via la XIII edizione del Festival di Fotografia Europea a Reggio Emilia

Curata da Walter Guadagnini, promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e alla Regione Emilia Romagna, il festival parla di "RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti, utopie”

Festival Fotografia Europea

A Reggio Emilia, dal 20 aprile al 17 giugno 2018, si inaugura la XIII edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, il festival, interamente dedicato alla forma darte che più di altre comunica e interpreta la complessità della società contemporanea, appuntamento importante per tutti gli operatori e gli spettatori della fotografia contemporanea nel quale incontrarsi e fare il punto della situazione.

Curata da Walter Guadagnini, promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e alla Regione Emilia Romagna, FOTOGRAFIA EUROPEA 2018 ruota attorno al tema: “RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti, utopie”.

“Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi – si è chiesto Walter Guadagnini, direttore artistico del Festival – insieme e al di là del tradizionale reportage?

Quale significato può avere oggi il termine rivoluzione, in un mondo complesso, segnato da squilibri sociali sempre più marcati e dalle grandi migrazioni, fattori che minano la stabilità di intere aree geografiche e culturali? Chi è il rivoluzionario, oggi? A tutte queste possibili interpretazioni e suggestioni – ha chiosato Walter Guadagnini – è dedicata la nuova edizione di “Fotografia Europea”, un’edizione che può dunque porsi sotto legida della “rivoluzione dello sguardo e della visione” conseguente proprio alla nascita della fotografia (che venne salutata come “un’arte nuova in mezzo a una vecchia civiltà”, in perfetta condizione rivoluzionaria dunque), e che anche oggi segna le pratiche della fotografia all’epoca della rivoluzione digitale.

Ma la rivoluzione digitale è una vera rivoluzione, o si tratta solo di un’evoluzione?”

Il Festival

Anche per il 2018, FOTOGRAFIA EUROPEA può contare sulla collaborazione della Regione Emilia-Romagna e da una consolidata rete nazionale sempre più forte di sinergie che hanno portato Reggio Emilia a dialogare con le più importanti istituzioni culturali della regione, come la Fondazione MAST di Bologna, il CSAC dell’Università di Parma, la Collezione Maramotti, la Fondazione Modena Arti Visive, cui si unisce l’Osservatorio Fotografico di Ravenna e Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera.

In questa edizione saranno ospitati, per il secondo anno consecutivo, gli Stati generali della Fotografia promossi insieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Si è inoltre costruita una rete denominata SISTEMA FESTIVAL FOTOGRAFIA che vede uniti insieme Fotografia Europea di Reggio Emilia, FotoLux di Lucca, Cortona On the Move-Festival internazionale di fotografia, Festival della fotografia etica di Lodi e Sifest-Savignano Immagini Festival, nello sviluppo di iniziative comuni, committenze fotografiche e molto altro da realizzare in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Due, le prime azioni concrete: durante Fotografia Europea sarà possibile acquistare un biglietto unico per tutto il sistema Festival e a Monaco di Baviera si terrà una mostra del fotografo Tommaso Bonaventura dedicata al tema BEHIND EXCELLENCE, curata da Walter Guadagnini, Direttore Artistico di Fotografia Europea, e prodotta da Fondazione Palazzo Magnani insieme a Cortona On the Move e Air Dolomiti.

Numerose sono le mostre, le conferenze, gli spettacoli e le attività formative, animati da protagonisti della fotografia, della cultura e del sapere, ospitati nelle principali istituzioni culturali e spazi espositivi della città.

Il programma di FOTOGRAFIA EUROPEA, mai così ricco, si estenderà in luoghi inediti, difficilmente aperti al pubblico in occasioni espositive, come quelli dell’imponente Banca dItalia, del Battistero e del Palazzo del Vescovado, della liberty Villa Zironi e delledificio ad uso commerciale in via San Rocco. 

Un modo per riscoprire spazi solitamente chiusi e poter apprezzare il valore del patrimonio storico e architettonico della città.

RIFLESSIONI DI GUADAGNINI SUL SENSO DELLA RIVOLUZIONE

Il termine rivoluzione –inteso come rinnovamento, non necessariamente traumatico– appartiene a ogni ambito del sapere e dellagire umano, tanto che si parla di rivoluzione industriale (con particolare riferimento alla società europea del XVIII secolo), di rivoluzione digitale (nella quale ognuno di noi è coinvolto), di rivoluzione dei costumi (la più celebre, tra quelle recenti, è certo quella degli anni Sessanta del XX secolo), termini tutti che descrivono cambiamenti fondamentali, epocali, le cui tracce persistono ben oltre il momento della loro apparizione.

Allo stesso modo, si parla anche di rivoluzione culturale, talvolta legata a quella politica (come nel caso compiuto, almeno per pochi anni , delle avanguardie russe, o dell’ambizione  surrealista), talvolta più direttamente parte dell’evoluzione del pensiero e delle diverse forme artistiche.

Esiste anche un’accezione scientifica del termine, che rimanda nuovamente alla sua radice latina: è quella espressa da Copernico alla metà del XVI secolo nel suo trattato “De revolutionibus orbium coelestium”, dal quale prende avvio una nuova concezione del mondo.

La rivoluzione, dunque, o meglio le rivoluzioni come momenti e pratiche della ribellione, del cambiamento, del rinnovamento, che possono avere un immediato riscontro, portare a conseguenze dirette, ma che possono anche mantenere quel carattere utopico che ne caratterizza spesso l’origine ideale, o quel carattere di ritorno su se stesse delle cose.

Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi,  insieme e al di là del tradizionale reportage? Che significato può avere oggi il termine rivoluzione, in un mondo complesso, segnato da squilibri sociali sempre più marcati e dalle grandi migrazioni, fattori che minano la stabilità di intere aree geografiche e culturali? Chi è il rivoluzionario, oggi ? 

A queste possibili interpretazioni e suggestioni è dedicata la nuova edizione di “Fotografia Europea”, unedizione che può dunque porsi sotto legida della “rivoluzione dello sguardo e della visione” conseguente proprio alla nascita della fotografia (che venne salutata come “un’arte nuova in mezzo a una vecchia civiltà, in perfetta condizione rivoluzionaria dunque), e che anche oggi segna le pratiche della fotografia all’epoca della rivoluzione digitale.

Ma la rivoluzione digitale è una vera rivoluzione, o si tratta solo di un’evoluzione?

INFO PRATICHE

BIGLIETTI

Acquistabili presso le due biglietterie del Festival Fotografia Europea:

  • Biglietteria Banca dItalia –  Piazza Martiri del 7 Luglio, 1– Reggio Emilia
  • Biglietteria Palazzo Magnani – Corso Garibaldi, 29 – Reggio Emilia

Biglietto intero: € 15,00 (riduzioni in corso di definizione)

Gratuito: bambini di età inferiore ai 12 anni, accompagnatori di persone con disabilità, giornalisti accreditati e soci Icom.

Apertura gratuita venerdì 20 aprile dalle 19.00 alle 21.00

PROGRAMMA

https://www.fotografiaeuropea.it

ORARI APERTURA MOSTRE

GIORNATE INAUGURALI 20, 21, 22 APRILE 2018

Palazzo Magnani, Banca dItalia, Palazzo da Mosto, Chiostri di San Domenico, Sinagoga, via Secchi 11, Spazio San Rocco, Biblioteca Panizzi, Villa Zironi, Galleria Parmeggiani, Vescovado, Spazio U30CINQUE, Spazio Gerra.

venerdì 20 aprile 19.00/23.00,  sabato 21 aprile 10.00/23.00,  domenica 22 aprile 10.00/20.00

FINO AL 17 GIUGNO

Venerdì sabato e domenica dalle 10 alle 20

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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