Saturday, July 21, 2018
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La tecnologia 3D ed i suoi mille utilizzi: come cambia il modo di fare tatuaggi!

Cio che definisce la storia della innovazione a volte deriva dalle necessità e dalla volontà di un singolo individuo. Ne è l'esempio la storia di ùLoïc Zimmerman, character artist che ha dato alla scansione digitale,

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Molte volte, parlando con una persona del 3D, esordisco con una prolissa elencazione delle numerose potenzialità che il 3D contiene in se. Come strumento di creazione l’unico limite è senza dubbio la fantasia. Eppure, ben conscio di tutto ciò, ancora riesco a stupirmi di fronte alle innovative, stravaganti, buffe idee che vengono in mente ai vari artisti del digitale sparsi per il mondo.
Oggi è il turno dell’artista francese di computer grafica, chiamato Loïc Zimmermann.

Sebbene il nome possa francamente non suggerire nulla alla mente dei più, è indubbio che, se siete video giocatori, avrete sicuramente visto qualche suo lavoro.
Loïc è infatti uno dei character artist della famosa compagnia di videogame “Quantic Dream”, produttrice di capolavori come Heavy Rain o del più recente Detroit: Become Human.
Fin qui abbiamo un caso normale di artista, bravissimo del mondo dei videogiochi. La situazione si fa interessante quando Loïc, decide di utilizzare le sue competenze, per una questione tutta personale: farsi fare un tatuaggio.

“Dal momento che volevo realizzare un tatuaggio che seguisse precisamente la mia struttura anatomica, ho deciso di utilizzare un piccolo aiuto. Nell’ambito del mio lavoro alla “Quantic Dream”, eseguiamo molto spesso scansioni 3D dei visi dopo la fase del casting, come mesh base per poi ottenere quella In-Game. Così ho chiesto al mio supervisore e amico Thierry, se potevamo effettuare una scansione del mio corpo utilizzando le tecnologie in studio.”

L’idea del 3D artist, che probabilmente i più smanettoni di voi avranno già capito, è stata quella di eseguire un suo clone digitale (processo già consueto nella creazione di attori virtuali per film e videogame, i cosiddetti Double Digitals), sulla cui anatomia ben definita, studiare il processo di creazione e posizionamento del tatuaggio.
Del resto una scelta così impegnativa (economicamente e soprattutto dolorosamente) come quella di farsi fare un tatuaggio è bene progettarla a tavolino! E quale migliore modo, per un esperto della computer grafica, di ricreare un perfetto modello digitale su cui sperimentare?

Loïc Zimmermann - Work in progress del suo alterego digitale

Il processo ha quindi previsto la creazione di più scansioni (per le varie parti del corpo) e successive chiusure in una sola mesh. Da tale modello 3D si è andati poi verso la definizione di una topologia “user-frendly” da poter ricoprire con le texture ottenute dal precedente processo di scansione. Qui la maestria di Loïc nel character modeling si è mostrata ampiamente.
Arrivato a questo punto Loïc poteva quindi contare su di una mesh pulita e rifinita su cui andare a impostare il tatuaggio nella miglior posizione e dimensione possibile, proprio in base alla sua particolare struttura anatomica.
Adesso non gli rimaneva che passare il design al tatuatore e…rimanere 40 ore sotto l’ago!
Ecco quindi l’importanza del 3D, che ha permesso a Loïc di dare uno sguardo nel futuro di quelle 40 ore, sapendo a priori che ne sarebbe sicuramente valsa la pena
L’innovazione del 3D permette anche questo! Del resto la tecnologia sviluppata negli anni ha già permesso simili utilizzi. Ne sono un caso l’utilizzo della Augmented Reality, ossia l’integrazione in tempo reale di elementi 3d in un contesto reale, per cataloghi e negozi di abbigliamento in cui l’acquirente poteva provare il vestito direttamente tramite una webcam ed un software in Augmented Reality con tanto di simulazione di dinamica di tessuti in tempo reale (di cui potete osservare le funzionalità a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=gz5ynrfJSDM) o esperimenti già sviluppati nel bel paese, come ad esempio quello intitolato “l’Ara com’era“, ossia una ricostruzione sempre in realtà aumentata degli affreschi sui basso rilievi dell’Ara Pacis, permettendo quindi ai visitatori di ammirarla esattamente come fu concepita realizzata nell’antica Roma (https://www.youtube.com/watch?v=Akd5-r1gZKc).
Fantascienza? Quasi, o meglio non più! Come vede le applicazioni del 3D, si moltiplicano giorno dopo giorno e le sue possibilità pure!
Per ripercorrere l’intera odissea di 3D (e di sofferenza) percorsa da Loïc, potete visionare il thread originale postato su CGSociety, al link: http://forums.cgsociety.org/showthread.php?t=550192

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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