Sunday, June 17, 2018
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Anthem USMC – ovvero come reclutare nuovi marine con l’uso dei media digitali

ll 3D è uno mezzo moderno, conosciuto soprattutto tra giovani. Gli americani lo sanno e nel nuovo spot dei Marine, la CGi viene utilizzata per creare una immagine 2.0 dei militari americani, piena di quel

Per combattere le guerre, oltre che soldi, servono uomini. Questo i marine americani lo sanno bene, visto la loro anche recente tradizione bellica. Ecco quindi la necessità di campagne di “sensibilizzazione” volte a influenzare le menti più deboli e malleabili a diventare parte di quei  combattenti.

La storia degli stati uniti è piena di esempi di campagne organizzate ad hoc per fare incetta di reclute. Ne è un esempio la stessa simbolica copertina dello “Zio Sam”.

In questa storia rientra lo spot di cui parleremo oggi.

Sviluppato dalla J. Walter Thompson e prodotto da The Mill, Anthem è una unica ripresa digitale di un enorme diorama con differenti livelli di scala e definizione, a cui è stato data la vita grazie ad una commissione di effetti di luce e di camera decisamente cinematografici in un ambiente totalmente sviluppato in CGI.

Lo spot è una vanagloriosa ostentazione di forza militare, una vera e propria campagna di condizionamento per instillare nei giovani una idea militare valorosa e fintamente onesta che faccia  loro desiderare di entrare a far parte delle nuove reclute, sangue fresco, così necessario nella nuova america militarizzata e sbruffona di Trump.

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Anthem USMC - Lo spot propagandistico dei Marine sviluppato da The Mill

Non è un caso neanche l’idea scelta per questo spot. Essa infatti non è originale, bensi frutto di una scopiazzatura di uno spot creato alcuni anni fa per una delle principali saghe di videogame, Halo (https://www.youtube.com/watch?v=3rridXskgWg), così da indirizzarsi più facilmente verso il target specifico di questo spot promozionale, i teenagers.

“Volevamo che il risultato finale sembrasse reale come gli stessi epici momenti di storia che cercavamo di rappresentare”, racconta Ben Smith, Executive Creative Director di The Mill, scomodato direttamente per esprimere un parere su questa lavorazione governativa.

“Il nostro scopo era ricreare fedelmente il materiale e la rifinitura tipica delle sculture in bronzo, usando per questo una luce ed una gestione della camera che potesse sottolineare meglio questo senso di realismo”.

Realismo che con le brutture della guerra (tutte sorvolate in queste rappresentazioni) ha ben poco a che fare.

Molto meglio evidenziare lo spirito eroico di pochi valorosi vincitori, che parlare di stupri, stragi e distruzioni nei territori di conflitto.

Il team di produzione di questo realismo idealizzato ha approcciato il processo di creazione (la cosiddetta pipeline) in maniera differente rispetto ad altre lavorazioni.

Per via del tipo di modello,  un diorama contenete più modelli al suo interno, con scale molto differenti tra di loro, il processo di creazione dello stesso ha richiesto un approccio particolare.

Prima sono stati fatti i singoli modelli dei soldati, prendendo nello specifico spunto da tutta l’iconografia artistica legata alle gesta “eroiche” dei soldati americani ritratte negli anni. Successivamente i modelli ricavati da tale processo sono stati letteralmente saldati tra di loro ottenendo così un unico gigante set virtuale, costituito da una moltitudine complessa di modelli.

Questo gigante set è stato poi dettagliato manualmente in Zbrush, sfruttando gli strumenti di decimazione poligonale (per ridurre al minimo l’impatto quantitativo dei poligoni sulla scena), venendo poi esportato nelle singole scene preparate per il rendering, utilizzando i sistemi procedurali proprietari di The Mills, per poter caricare enormi set di modelli nei programmi 3D, senza appesantire troppo le scene.

Il Depth-of-Field (la profondità di campo),  è stato ottenuto direttamente in camera. La scelta è stata causata dai particolari movimenti di camera, che per avere uno spiccato effetto cinematografico richiedevano vere e proprie incursioni lungo il modello 3D,  incursioni che necessitavano un gioco di messa a fuoco che funzionasse esattamente come negli obiettivi reali.

Anthem USMC - Making of dello spot propagandistico dei Marine sviluppato da The Mill

Contemporaneamente a questo nuovo spot, è stato poi lanciato il nuovo sito dei Marine, con una forte iconicità e una chiara chiamata all’azione, nonché l’immancabile form online per esprimere la propria “spontanea” candidatura.

“Anthem celebra la volontà di ogni Marine di combattere. Combattere i dubbi in se stesso nel diventare un Marine, combatterle battaglie della nostra nazione, combattere per ciò che è giusto nella nostra comunità e contro ogni forza di oppressione”, spiega Randy Shepard, direttore di strategie per il corpo dei Marine.

Combattere, combattere, combattere insomma, contro anche il buonsenso, in pieno stile americano.

Peccato solo che per questa nuova propaganda, neanche il 3D è stato risparmiato, lo zio Sam ha chiesto anche a lui di combattere, per avere nuovi adepti e The Mill, purtroppo, ha risposto.

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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