Saturday, July 21, 2018
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Inside Out – Ecco spiegata la differenza tra cartone e film animato

Nonostante la qualità di alcuni lungometraggi animati, molti considerano ancora questi film come opere minori rispetto a film autoriali e impegnati. Con Inside Out sfatiamo un po' di preconcetti!

Da pochissimi giorni è uscito nelle sale italiane un nuovo film Pixar, intitolato “Coco”, che e già fa parlare di se come di una nuova hit destinata a sbancare i botteghini di tutto il mondo.
Basti pensare che persino nel mercato cinese il nuovo lungometraggio animato sta collezionando, nonostante provenga da un mercato totalmente differente, cifre da record per un film di animazione occidentale.
Sembra quindi che ogni film Pixar sia automaticamente destinato al successo. Ma come tutto questo sia possibile, resta agli occhi di un neofita o non-appassionato, quanto meno difficile da capire.
E’ soltanto un cartone animato, giusto? No.
Oggi cercherò di mostrarvi, seppur con i dovuti limiti, perchè i film di animazione sviluppati dalla casa di produzione di Emeryville, non possono semplicemente essere etichettati come “cartoni”.
Per farlo, prendiamo ad esempio uno dei suoi successi più recenti, il film “Inside out”.

Un fotogramma di animazione di una sequenza in sviluppo!

Il film animato in questione, come prima differenza che lo esula dal cliché standard dei cartoni animati, non ha un antagonista (un “cattivo”) definito. In esso piuttosto si rappresenta un momento della vita e dello sviluppo di una ragazzina, Riley, costretta in uno dei periodi più turbolenti della crescita di ognuno, a subire un evento incontrollabile e del tutto nuovo, il trasloco di tutta la famiglia, in una nuova città. Riley sarà quindi portata via dalle sue amicizie e dal luogo che ha sempre considerato casa, attraversando un turbinio di emozioni contrastanti. Ciò che rende speciale il film è proprio questo ultimo aspetto, il lato emotivo, che per la prima volta, non assume solo un carattere dominante, ma anche un vero e proprio aspetto, sotto la forma delle cinque emozioni della protagonista (gioia, tristezza, disgusto, paura e rabbia) che diventeranno non solo protagoniste ma anche artefici delle avventure della piccola Riley.
Così il titolo stesso funge da introduzione a ciò che vedremo, dando una risposta ed una visione completa, alla domanda che molti genitori si pongono quando vedono crescere i propri figli: “Cosa gli passa per la testa?”.
Già considerando il solo incipit iniziale, si capisce subito che non ci troviamo di fronte al solito “cartone” ma a qualcosa di più, di al contempo innovativo e comune all’esperienza di tutti. Primo punto a suo favore: l’originalità e la condivisibilità.
 
Ma non è la sola trama ciò che rende unici i prodotti Pixar. Andando a “sbirciare” tutto il lavoro nascosto dietro la realizzazione di Inside out, scopriamo come dietro la sua produzione vi sono immense dosi di lavoro, amore e intelligenza.
Per lo sviluppo e le scelte su come dare una forma fisica alla psiche della protagonista, gli artisti del BrainTrust (il “nucleo operativo” della Pixar, formato dai tutti membri di vecchia data della compagnia californiana), si sono rivolti ad un team di psicologi con cui hanno intrattenuto una costante consulenza-scientifica per lo sviluppo delle idee principali, degli scenari e delle emozioni protagoniste del film.
Nell’ambito di questa collaborazione gli artisti della Pixar si sono avvalsi anche dello psicologo Dacher Keltner (fondatore del Greater Good Science Center dell’Università di Berkeley in California) e dello psicologo Paul Ekman, autorità mondiale nello studio e riconoscimento delle emozioni e delle espressioni facciali (consulente per la nota serie-tv “Lie to me”).
Lo stesso scienziato italiano Edoardo Boncinelli, a proposito del film Disney-Pixar, intervistato dal Corriere della Sera spiega come esso sia “Una simpatica ed istruttiva risposta al quesito su come funzionano le nostre emozioni e su come esse influenzino ogni singolo istante della nostra esistenza”.

Breve retroscena sullo sviluppo di Inside Out... Direttamente dalla Pixar!

Un esempio in tal senso è la fase in cui la mente della piccola Riley “consolida” i ricordi della giornata in quella che poi diventa memoria a  lungo termine. Essa è rappresentata secondo gli stessi schemi e concetti che sono alla base del funzionamento reale della nostra mente, mentre per la sua realizzazione “visiva” è stato richiesto un lavoro immane.

Ralph Eggleston, lo scenografo che ha studiato e sviluppato tutti i vari ambienti del film, in concomitanza con lo studio psicologico e che ha contribuito al progetto per tutta la durata del suo sviluppo, ammette che Inside Out è stato uno dei film più complessi da realizzare.
La produzione del film Inside Out è stata anche una delle più lunghe di tutti i film Pixar: iniziata da un discorso tra il regista Peter Docter e il papà della Pixar John Lasseter nel 2009, essa è durata ben 5 anni e mezzo di sviluppo costante.
In principio inizialmente, forti anche dell’attento studio psicologico strutturato nella pre-produzione, erano previsti ben 22 differenti emozioni da animare (tra cui anche orgoglio, fiducia e sorpresa), ma questa configurazione è stata scartata per le enormi difficoltà che sarebbero sopraggiunte, a favore del quintetto di emozioni fortunato.
Lo stesso design delle emozioni principali, non è il frutto di tentativi genirici: esso si basa su forme semplici, ma simboliche delle emozioni stesse. Gioia, per forma e colori ricorda una stella, Tristezza una goccia rovesciata, Disgusto i broccoli, Paura un fascio di nervi e Rabbia un mattone.

Lo sviluppo del personaggio di "Disgusto" - Pixar

Ciò che rende ancor più grandioso il lavoro svolto dal team di animatori e grafici 3D della Pixar è anche il numero stesso degli addetti ai lavori. Soltanto 45 persone di media. Si parla di “media” in quanto il numero esatto di grafici 3D varia a seconda delle fasi di lavorazione che possono richiedere più o meno persone a seconda del lavoro da realizzare. In questo senso vi sono state fasi del con ancora meno persone, laddove un problema con lo sviluppo parallelo di un altro film di animazione (“Alla ricerca di Dory”) ha richiesto l’intervento urgente di una gran numero di artisti del 3D.
Ma non solo il lavoro “artistico” ha richiesto parecchio sforzo. Dal punto di vista tecnico il film è costellato di sfide tecniche risolte con successo. Una delle principali è quella relativa alla “resa visiva” delle emozioni.
Queste dovevano avere si un carattere ed una forma definita, ma al tempo stesso essere formate da pura energia in costante movimento. I tecnici del reparto di ricerca e sviluppo della Pixar hanno risolto il tutto sviluppando un nuovo sistema di particelle, con cui è stato possibile “riempire” ogni personaggio di piccole particelle energetiche luminose sempre in movimento. Tale dettaglio è ciò che conferisce l’aspetto etereo e luminoso delle 5 piccole emozioni.
Godiamoci tanti piccoli momenti di realizzazione in questa collection di making-of, spuntata sulla rete.

Spezzoni di varie fasi di lavorazione di Inside Out

Inside Out è uscito nelle sale di ben 30 paesi diversi, incassando durante le sole proiezioni ben 857 milioni di dollari.
Da quanto detto e visto fino ad ora, appare chiaro che definire questi film dei semplici “cartoni animati” è riduttivo al limite del ridicolo. Essi sono veri e propri capolavori, studiati fin nei minimi dettagli, opere d’arte sviluppate da maestri artigiani, destinate ad emozionare e far crescere, sia che siate bambini che bambini..cresciuti!
Ed ora che aspettate? Filate nelle sale a guardare “Coco”!

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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