Tuesday, October 23, 2018
Home / Focus  / Titta Orlando, modella negli shooting ilas, si racconta in un’intervista

Titta Orlando, modella negli shooting ilas, si racconta in un’intervista

Qual è la quotidianità di una ragazza che per mestiere fa la modella? Come si comincia? Queste sono solo due delle domande che abbiamo fatto a Titta Orlando, modella di alcuni Shooting per la Ilas.

© Ilas / Rosa Contaldo

Nei corsi di Fotografia capita di ritrovarsi fin da subito a contatto con gli strumenti –e gli spazi– del mestiere di fotografo: questo imparare facendo applicato alla lettera comporta che a bilanciare le titubanze degli studenti ci pensino le modelle che attendono con professionalità che le incertezze svaniscano per lasciar spazio agli scatti del servizio fotografico del secolo.

Ci siamo domandati spesso come fosse il mondo dall’altra parte dell’obiettivo e abbiamo deciso di farcelo raccontare da Titta Orlando, una delle bellissime modelle che collaborano con Ilas. 24 anni, studentessa universitaria, ha iniziato la carriera quasi per gioco diventando in poco tempo il volto di importanti brand di abbigliamento e gioielli.

È capitato spesso di vedere nei siti o nelle pagine Ilas, dedicate al corso di Fotografia pubblicitaria Pro, volti di modelle che hanno posato per alcuni degli Shooting Fotografici organizzati durante le lezioni. Abbiamo perciò deciso di curiosare nella loro vita fuori dal set fotografico.

Titta Orlando, nasce a Napoli il 22 Giugno del 1993, è una giovane aspirante modella di 24 anni. Studentessa universitaria, ha iniziato a posare per scatti fotografici quasi per gioco all’età di 20 anni, diventando in poco tempo il volto di alcuni brand di abbigliamento, gioielli e calzature. Conosciamola meglio!

Quando e come hai cominciato a fare scatti come modella?

Ho cominciato nel 2013 a 20 anni con degli autoscatti in cui mi prestavo come indossatrice di una mini-collezione di t-shirt personalizzate dipinte a mano da mia zia.

 

Tutte le bambine, almeno una volta nella vita hanno detto la frase “da grande voglio fare la modella”, mentre fingevano di sfilare con abiti alla moda. Tu, da piccola, sognavi di diventarlo? C’era una modella a cui ti ispiravi?

Nei miei sogni da bambina non c’era quello di voler fare la modella e nemmeno quello di somigliare ad una di loro. Ero molto timida e introversa, non amavo farmi notare ma mi piaceva tantissimo guardarle sulle riviste di moda o sui manifesti. Quello che mi affascinava non era tanto la bellezza ma “la posa”. Ho studiato danza dall’età di 4 anni e l’idea di un corpo che sembra muoversi da fermo solo perché è in un atteggiamento particolare mi ha sempre intrigata.

 

A proposito di bellezza, la consideri un vantaggio?

Come dicevo, da bambina non vivevo molto positivamente la mia “bellezza”. Mi creava imbarazzo e quindi per me rappresentava uno svantaggio perchè mi inibiva parecchio. Poi crescendo anche il mio carattere è cambiato, sono diventata molto più spigliata, estroversa e disinvolta e quindi anche la bellezza è diventata una “marcia” che ho cominciato a inserire diversamente. Essere “belli” è al contempo un vantaggio e uno svantaggio ma sicuramente nella società di oggi dove, secondo me, l’aspetto fisico risulta più importante di tutto il resto, la maggior parte delle volte è un vantaggio, almeno in partenza, dopo la facciata ovviamente deve esserci dell’altro altrimenti la bellezza ti si ritorce contro.

 

Posare per servizi fotografici, ed essere spesso al centro dell’attenzione, ha mai creato problemi ai tuoi rapporti interpersonali?

Assolutamente no. Forse ho avuto un po’ di difficoltà all’inizio quando ho cominciato ad affacciarmi a questo mondo, ma poi ho capito che rimanere se stessi è sempre la scelta migliore da prendere. Aiuta a mantenere stabili i rapporti, stretti prima che iniziassi questo percorso, e a gestire con più naturalezza quelli nuovi.

                                 

Qual è il tuo rapporto con i social? Quale ti piace di più e perché?

Il mio rapporto con i social è molto spontaneo e poco “costruito”. Su Facebook soprattutto ho sempre parlato di qualsiasi cosa. Posto libri o film che mi colpiscono particolarmente, dialoghi divertenti con le mie sorelle o miei genitori, la mia opinione su fatti di attualità, le mie canzoni preferite. Instagram invece è un social che oggi gestisco diversamente perchè lo uso per lo più per lavoro, quindi è meno ricco di argomenti e foto private ma è comunque il social che preferisco perchè è capace di metterti in connessione con un numero maggiore di persone.

 

Quali sono state le tue emozioni durante il primo servizio fotografico a cui hai partecipato?

Il mio primo servizio fotografico professionale è stato per un negozio di abbigliamento vintage gestito da amici di amici quindi il fatto di trovarmi in un contesto “intimo” mi ha aiutata parecchio.

 

Uno shooting a cui ti è particolarmente piaciuto partecipare ed in cui ti sei divertita?

La prima volta che sono stata a Milano per uno shooting agli studi Mondadori. Non posavo da parecchio, forse un anno, e vinsi un concorso per partecipare ad un servizio speciale sulle grandi firme curato dalla rivista. Quello che più mi piacque, a parte gli abiti meravigliosi che indossai (Gucci, Dolce e Gabbana, Laura Biagiotti e Blumarine) fu il fatto di dovermi spostare per lavoro, lasciare la mia città e farlo da sola. Era un aspetto di questo mestiere che non avevo ancora considerato, la possibilità di poter viaggiare mi è piaciuta da subito.

 

Con quale fotografo ti piacerebbe lavorare, un giorno?

Mario Testino e Steven Maisel indubbiamente.

 

Se ti dicessero che posare nuda per un servizio fotografico è un plus per farsi largo in questo mondo, accetteresti? Cosa ne pensi delle foto di nudo?

Ovviamente dipende dal contesto. Il nudo o seminudo può essere allo stesso tempo sinonimo di arte o di volgarità. C’è una linea sottile che divide le due cose quindi, secondo il mio parere, è importante scegliere il team, la rivista, il contesto e il progetto giusto per esporsi in questo senso e ovviamente bisogna avere l’atteggiamento e la maturità giusta per mostrarsi senza veli e piacere prima di tutto a se stessi.

 

Molto bene, un’ultima domanda prima di salutarci e ringraziarti per le tue risposte esaustive. Come ti vedi nel futuro? è questo il lavoro che ti piacerebbe fare da grande o hai altri programmi?

Non so come sarò in futuro. Ho tanti progetti e quello di continuare a fare la modella è uno dei tanti!

Alcuni scatti degli studenti dei Corsi di Fotografia Ilas

© ilas / Martina Buonomo
© Ilas / Gianluca Galati
© ilas / luigi smilzo
© ilas / miriana malavolta

guadagnuoloilenia@gmail.com

All’età di 2 anni sapevo già accendere il computer per giocare al mio videogame preferito; oggi, rifacendomi a Marshall McLuhan, la tecnologia è diventata un’estensione del mio corpo. Appassionata di Tecnologia e Comunicazione, mi sono laureata alla facoltà di Culture Digitali e della Comunicazione ed ho conseguito il Master in Social Media e Web marketing alla Ilas nel Luglio del 2016.

Review overview