Monday, August 19, 2019
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Cinque mostre da vedere a dicembre. Perderle? Sarebbe una vera follia!

Da Ligabue a Van Gogh passando per Vincenzo Gemito, il grido disperato di Blu, il Museo della Follia allestito nella Pietrasanta: tutto in città parla di arte. E pazzia.

“L’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia è molto più interessante”. Prendiamo a prestito le parole del filosofo gallese Bertrand Russell per parlare di cinque mostre in città che vale assolutamente la pena di visitare nelle prossime settimane. Personali, collettive, retrospettive, incredibilmente accomunate dal fil rouge della follia.

1. Ligabue al Maschio Angioino

Tra le mostre partiamo da quella di Antonio Ligabue, uno degli artisti più interessanti del Novecento che ha dato anima alla natura trasfigurando i soggetti ritratti.

El matt, come lo chiamavano a Gualtieri -paese d’origine del padre adottivo- fa il suo primo ingresso in manicomio a soli 18 anni, a seguito di una grave crisi di nervi.

L’ampia carrellata di autoritratti in mostra consente al visitatore di apprezzare la trasformazione non già del volto del pittore, ma anche della sua dannazione, traduce il moto di una violenza sempre crescente che incalza il conflitto fino a raggiungere la morte. La pasta pittorica naive, presa a prestito da Van Gogh si declina in un bestiario feroce, che abita un mondo senza speranza.

Antonio Ligabue

 

11 ottobre > 18 febbraio
Cappella Palatina | Maschio Angioino
Orari: 10>19 da lunedì a sabato | 10>14 domenica
Biglietto: intero € 8,00 | ridotto € 6,00
Info: 06.85353031
Metro: Linea 1 Stazione Municipio

2. Gemito a Palazzo Zevallos

Vincenzo Gemito, ‘o scultore pazzo, è già in collezione permanente a Palazzo Zevallos di Stigliano, tuttavia la mostra Da De Nittis a Gemito: i napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo, ne arricchisce la presenza con un corpus importante di opere e ne traccia un profilo esaustivo.

Irascibile, violento, insofferente alle regole, scappato dal manicomio francese di Fleuret, Gemito si rinchiude nella sua casa di via Tasso in un esilio volontario durato 18 anni. Ne esce all’età di cinquantasette anni, quando – morte la madre e la moglie emerge da quello che Salvatore Di Giacomo, suo grande estimatore, definì crepuscolo tragico.

 Da De Nittis a Gemito: i napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo

 

6 dicembre > 8 aprile
Palazzo Zevallos di Stigliano
Orari: 10>18 da martedì a venerdì | 10>20 sabato e domenica | lunedì chiuso
Biglietto: intero € 5,00 | ridotto € 3,00
Info: http://www.gallerieditalia.com/
Metro: Linea 1 stazione Toledo
Funicolare Centrale stazione Piazzetta Duca D’Aosta

3. Il Museo della Follia alla Pietrasanta

Da Goya a Maradona passando per Adolf Hitler: in mostra alla Pietrasanta il Museo della Follia per la cura di Vittorio Sgarbi.

La grande mostra itinerante propone al visitatore un percorso eterogeneo di oltre 200 opere tra dipinti, fotografie, sculture, oggetti e installazioni multimediali sul tema, appunto, della follia.

Largo spazio ai luoghi dove la follia veniva ‘curata’: gli ospedali psichiatrici, le case di cura, filtrati attraverso il ricordo atroce degli assenti, sottoposti alle più feroci terapie di recupero.

Goya, Bacon, Wildt, Signorini, Pirandello, Ligabue tra gli autori in mostra. Tra foto, video e dipinti, i visitatori si imbattono anche in diverse lastre radiografiche: si tratta di quelle che imitano la posizione del gol storico del calciatore argentino messo a segno nell’ 86. Maradona naturalmente non ha nulla di folle, ma il piede in mostra, secondo Sgarbi “racchiude il concetto del tifo –folle- nel calcio”.

Museo della Follia | Da Goya a Maradona

 

3 dicembre > 27 maggio
Basilica della Pietrasanta
Orari: 10>20 da lunedì a venerdì | 10>21 sabato e domenica
Biglietto: intero € 12,00 | ridotto € 10,00
Info: 3470162769
Metro: Linea 1 Stazione Dante

4. Van Gogh a San Giovanni Maggiore

Tra i più straordinari artisti al mondo, Vincent Van Gogh dipinse i suoi più grandi capolavori durante il ricovero nell’ospedale psichiatrico Saint Paul de Mausole, da dove scriveva lunghe lettere cariche di delusione e sconforto al fratello Theo. La mostra allestita a Napoli ne racconta la corposa produzione attraverso l’animazione dei dipinti più celebri resa possibile attraverso video di altissima definizione e un sofisticato sistema di proiezioni 3D mapping, che garantiscono al visitatore un effetto immersivo sorprendente.

Van Gogh The Immersive Experience

 

18 novembre > 25 febbraio
Basilica di San Giovanni Maggiore
Orari: 10>19 da lunedi’ a venerdì | 10>19 sabato | 14>20 domenica
Biglietto: intero € 12,00 | ridotto € 10,00
Metro: Linea 1 stazione Dante

5. Blu all’ex OPG occupato

Il grido disperato dei detenuti è quello che si eleva, sordo, dalla facciata dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di via Imbriani: si tratta del murale realizzato dallo street artist BLU, nel 2016, per la struttura occupata da studenti, precari, un collettivo di attivisti che agisce sotto il nome di Ex Opg occupato.

Il lavoro di Blu, segnalato nel 2011 dal Guardian come uno dei dieci migliori street artist in circolazione, nasce sempre dall’urgenza della denuncia: i due matti in catene che irrompono in strada e tingono il cielo con colori acidi sembrano fare proprio il motto del collettivo Dov’era prigione abbiamo fatto libertà.

Regalata alla città, l’opera di Blu merita assolutamente una visita: nessun orario da osservare, nessun costo da sostenere se non quello, naturalmente, del biglietto della metropolitana (Linea 1, Stazione Salvator Rosa).

sarah.galmuzzi@gmail.com

Storica dell’arte prestata al giornalismo scrivo since 1976. Riviste, quotidiani, blog, senza soluzione di continuità. Nel mezzo, una lunga esperienza al Pan|Palazzo Arti Napoli dove progetto mostre e curo eventi, una figlia, la messa a punto della ricetta dei biscotti più buoni del mondo. E poi viaggi, case, amici, feste, libri, mostre, fogli di giornale. Napoletana fuori ma islandese inside, vorrei trascorrere gli ultimi anni della mia vita come Bobby Fischer, ma senza scacchi. Facebook addicted, non posso vivere senza: non segnalatemi mai, please.

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