Monday, December 18, 2017
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Prove di dialogo tra la CGI e l’arte classica: così il 3D da voce alla pittura

In un decennio che vede succedersi infinite innovazioni, come può tale sviluppo convivere con il passato? Arte e innovazione sono destinati a scontrarsi o possono sostenersi in modo armonico?

Nella storia dell’ evoluzione informatica degli ultimi anni, ogni volta che ci siamo trovati agli albori della nascita di una nuova tecnologia, l’opinione pubblica si è schierata a favore o opposta ad essa. C’era chi ne esaltava la riuscita e le nuove possibilità appena sorte, e chi invece percepiva tali innovazioni come minacce e ancora, in una visione decisamente catastrofica, le faceva coincidere con la morte del passato. Così è capitato che per molti, i cellulari avrebbero segnato la fine dei quotidiani, i tablet la fine dei libri, Photoshop la fine dell’arte tradizionale e così via…
Ma chi ha ragione?
Nel caso del 3D, prima di tutto una forma espressiva, come convive tale innovazione con le arti classiche?
E’ possibile congiungere l’arte di più di un secolo fa con le tecnologie 3D rese disponibili negli ultimi anni facendole convivere?
La risposta è si! E non solo le due forme d’arte vivono assieme, ma una enfatizza e arricchisce l’altra!
Ne sono un esempio ben due progetti in 3D realizzati in onore del pittore olandese dall’animo irrequieto: Van Gogh.
Negli ultimi anni, l’arte di Van Gogh sta vivendo una seconda giovinezza, grazie alle numerose mostre che vengono organizzate, anche contemporaneamente, in più parti d’Italia e del mondo.
Così accade che anche l’evoluzione tecnologica e computazionale degli ultimi anni venga utilizzata dagli amanti dell’arte tradizionale, come “strumento” per dare vita ad opere del passato, riempiendone il valore di nuova modernità, interattività e amore verso l’artista e ciò che voleva esprimere.
Ecco quindi le mostre immersive itineranti, “Van Gogh – The Immersive experience“, in cui grazie ad una serie di proiettori, è possibile ricoprire un intero ambiente dei capolavori dell’artista olandese, permettendo agli spettatori di diventare quasi parte attiva all’interno del suo quadro, passeggiando al suo interno (Per saperne di più potete leggere questo articolo: http://www.ilasmagazine.com/2017/11/30/van-gogh-experience-futuro-mostre-virtuali/).

Van Gogh Immersive Experience - In mostra a Napoli

Ma c’è chi è voluto andare anche oltre questa interazione e dare letteralmente vita alle opere d’arte dell’artista, grazie al 3D. Ed in tal caso parliamo di un progetto nato dalle mani e dalle conoscenze di un ragazzo italiano. Luca Agnani ha sviluppato questo progetto ben 4 anni fa, con lo scopo di far vivere il mondo catturato dagli occhi dell’artista. Per farlo ha inizialmente studiato le ombre presenti nei quadri, identificando di conseguenza le fonti luminose(il primo passo per l’integrazione di elementi 3D aggiuntivi). Da qui il lavoro di modellazione, animazione 3D ed integrazione tra opera d’arte e rendering, che in 2 mesi ha dato letteralmente vita a 13 opere d’arte tra le più di 900 prodotte dall’artista olandese (potete saperne di più all’indirizzo: http://www.lucaagnani.com/van-gogh-shadow.php).
Il progetto viene subito apprezzato in moltissimi paesi e recensito dalla stampa nazionale e internazionale. Il primo passo per la diffusione che nei successivi anni avrà in tutti i paesi del mondo. Nel 2014 viene utilizzato come materiale di studio in alcune scuole elementari del Brasile e due anni dopo il progetto si evolve in una mostra itinerante che da vita a 10 opere dell’artista, in cui è anche il tempo ad alternarsi all’interno delle opere.

Van Gogh Shadow di Luca Agnani

L’interazione tra la computer grafica e l’arte di Van Gogh si fa ancora più intensa a seguito dell’avanzata tecnologica della realtà virtuale.
Tramite il vostro cellulare Samsung ed un visore Gear Vr infatti, è ora possibile calarsi ed esplorare interamente una delle famose opere dell’artista, intitolata “caffè di notte“.
Sviluppata in occasione del Mobile VR Jam, un contest per la realizzazione di app e giochi in VR per i visori Oculus e GearVR dal montepremi complessivo di ben 1 milione di dollari, in questa “esperienza immersiva” è stato dato vita al famoso dipinto in tutta la sua interezza. Non solo sono state costruite geometrie 3D che riprendono in tutto l’aspetto ed i colori del quadro originale, ma tutto al suo interno è stato animato, permettendo quindi di vivere per qualche istante nella visione artistica del pittore olandese.

The Night Cafe: An Immersive Tribute to Van Gogh di Borrowed Light Studios

Questi sono solo alcuni degli esempi di ciò che la computer grafica rende possibile grazie alle sue potenzialità. Appare chiaro da questi esempi pratici, come il moderno non possa sostituire mai il classico, soppiantandolo completamente, ma come piuttosto esso, se usato con sapienza, possa divenirne un valido alleato, nella congiunzione perfetta tra innovazione e passato.

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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