Sunday, November 29, 2020
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Il Viaggio nel mondo delle emozioni per dare un’anima ad ogni scatto

Un laboratorio di fotografia esperienziale per sviluppare la propria sensibilità ed imparare leggere dentro se stessi in modo che la fotografia porti realmente la firma del suo autore

Arteterapia di Federica Cerami

Un Laboratorio di Fotografia Esperienziale

Si dice spesso che ogni fotografia è l’autoritratto del fotografo, intendendo, in tal senso, quanto ogni fotografia interessante sia in grado di parlare del suo autore, mostrandone i suoi confini e la sua parte intima.

Facciamo mente locale alle tantissime fotografie che vediamo ogni giorno e anche a quelle che realizziamo ogni giorno. Proviamo, per un attimo, ad andare oltre l’aspetto bidimensionale che abbiamo tra le mani o in un monitor e facciamo delle riflessioni sotto forma di domanda. Che cosa riusciamo a leggere, in una immagine, al di là della mera raffigurazione di un frammento di realtà? Come ha fatto a catturare la nostra attenzione?

Andiamo, poi, su di un piano più alto ancora: quale sono le emozioni provate dal fotografo che ha deciso di realizzare questa immagine?

Ogni fotografo è un portatore di contenuti

In un corso di fotografia, di norma, si insegna ad utilizzare la macchina fotografica, a post produrre le proprie immagini e magari si insegna anche la storia della fotografia, ma raramente ci si rivolge al fotografo chiedendogli di restare in ascolto delle sue emozioni per provare poi a metterle sulle sue fotografie. Sembra strano ma è come se si dimenticasse la parte più importante del processo fotografico, ovvero del fotografo e del suo bagaglio di vita. Sottolineo spesso, che ogni fotografo è un portatore di contenuti, ogni qual volta sento che l’attenzione non riesce ad andare oltre i tecnicismi.

Ho sentito l’esigenza di creare un percorso fatto proprio con questa intenzionalità: dare voce e spazio al fotografo e a tutto quello che porta con sè al momento dello scatto.

Dare ad ogni scatto un’anima

“Viaggio nel mondo delle emozioni” è un percorso a cura di Federica Cerami che intende disegnare il solco delle nostre emozioni e aprire uno spazio di ascolto al nostro intimo sentire, per poi trovare, assieme al gruppo, il modo di far confluire tutto nelle fotografie di ogni partecipante.

L’Ilas che ospita a novembre questo laboratorio suddiviso in quattro incontri, ci aiuta a sottolineare quanto sia importante che in una scuola di fotografia si possa affiancare all’insegnamento della tecnica fotografica una visione più ampia dell’esperienza che porta ad uno scatto, per dare all’immagine un’anima e avere una maggiore consapevolezza del suo significato.

Quattro appuntamenti per guardare negli occhi le emozioni principali, imparare a riconoscerle, accettarle e cercare di trasformarle per renderle più vicine alla nostra vita vissuta e da vivere. Questo viaggio è adatto a chi sente la fotografia come un importante mezzo espressivo del suo agire quotidiano.
Ogni appuntamento avrà una diversa emozione come protagonista e porterà i partecipanti verso la possibilità di veicolarle nelle loro fotografie. Crediamo fortemente che la fotografia sia l’autoritratto del fotografo e attraverso questo percorso proveremo a metterlo in pratica.
Attraverso la fotografia e le sue infinite connessioni, entreremo dentro le emozioni che più ci animano e proveremo a renderle nostre anche attraverso le nostre fotografie.

Quando e dove

Il 3,10,17 e 24 novembre, dalle 17.00 alle 18.50 negli spazi della ILAS, a Napoli in Via De Gasperi 45.
Per informazioni e prenotazioni inviare una mail all’indirizzo quieorailas@gmail.com


info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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