Tuesday, October 20, 2020
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Alberto Contri, alla ilas una lezione sul futuro dell’advertising

Il professore, che entusiasma gli studenti definendoli idealmente "tutti figli suoi" delinea il futuro della comunicazione pubblicitaria in una lectio magistralis tra nuove sfide e nuovi linguaggi dell'advertising

Alberto Contri alla Ilas

Il 21 settembre alla Ilas, nell’ambito delle Giornate della Comunicazione – il ciclo di incontri con i massimi esperti della comunicazione visiva e pubblicitaria ideati da ilas per offrire agli studenti dei propri corsi occasioni di approfondimento su temi specifici e di contatto con il mondo dei professionisti – è stato ospite Alberto Contri.

 

Pubblicitario di lungo, lunghissimo corso, approdato al mestiere – come egli stesso ha dichiarato – per puro caso, nell’epoca in cui la pubblicità era ancora improvvisazione e sperimentazione e la creatività aveva la meglio sulle indagini di mercato, ha oggi l’innegabile vantaggio di avere una visione chiara e lineare del mondo dell’advertising nel suo percorso dai primi esperimenti pseudo-teorici degli albori alle più complesse pianificazioni virali di oggi.

 

La prima logica conseguenza di questo status è che sia stato designato Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, una istituzione nata per promuovere un tipo di pubblicità, e con essa un modo di fare pubblicità, in grado di veicolare contenuti sociali mentre trasmette un messaggio commerciale.

 

È in questa definizione che sta proprio il gap tra quello che egli definisce l’Impero della pubblicità che ha il suo epicentro nel mondo anglosassone e le province lontane, come ad esempio l’Italia, che ricevono di riflesso l’eco dello splendore creativo per poi semplicemente riadattarlo; troppo attente il più delle volte alla parte commerciale del messaggio da far risultare banale e sovrapponibile tutto l’advertising nazionale. Un gap colmabile.

 

Ci tiene a precisarlo Contri: non si tratta semplicemente di parlare di arte, di sociale, di disagio o di inquinamento, ma di guardare al modus operandi come ad una occasione per imboccare una autostrada a più corsie dove passano insieme la promozione del prodotto commerciale e una riflessione capace di toccare le corde, anche quelle più profonde, della sensibilità umana in un’azione sinergica capace di potenziare gli effetti e quindi massimizzare gli obiettivi di comunicazione quanto più essa è in grado di coinvolgere emotivamente il pubblico.

 

Citando alcuni contenuti del suo ultimo libro “McLuhan non abita più qui” Alberto Contri chiarisce che oggi più che mai la comunicazione non è più “da uno a tutti” come teorizzava il sociologo e filosofo canadese ma da “tutti a tutti” e questo presuppone che per tenere in moto la macchina della pubblicità occorre ripensare il modo di fare comunicazione commerciale. I canali social sono di fatto il nuovo campo di battaglia su cui far muovere le pubblicità sfruttando proprio i meccanismi tipici di queste piattaforme, come la diffusione virale.

 

La comunicazione sociale non è più un esercizio di stile, un divertimento disgiunto dalla pratica commerciale della pubblicità ma una necessità, la strada obbligata per tenere in vita e dare un nuovo orizzonte all’advertising. A giudicare dalle tante campagne che il Professore ha mostrato al pubblico e dall’entusiasmo che hanno generato in sala, sarà una strada che percorreremo con molto piacere.

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falasconi@ilas.com

Il primo ricordo di un regalo di compleanno è la scatola di colori a tempera ricevuta da mia zia. Chiaramente destinato ad una carriera che contemplasse il disegno e la grafica, dopo gli studi artistici e una specializzazione in Art Direction e Grafica Pubblicitaria sono entrato in ILAS in cui ho ricoperto diversi incarichi fino a diventare Art Director Senior. Appassionato di arte, cucina, fotografia e curioso viaggiatore ho già visitato letteralmente mezzo mondo e, sull’altra metà, ho le idee piuttosto chiare sul programma.

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