Thursday, October 19, 2017
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Jagermeister, la panna montata e le regole del gioco

Jagermeister sceglie la commedia e torna a far sorridere, con uno spot che gioca sul sesso, sullo sfigato di turno e su una serie di allusioni che in Italia gli avrebbero reso la vita molto

key frame dello spot jagemeister

Jagermeister sceglie la commedia e torna a far sorridere, con uno spot che gioca sul sesso, sullo sfigato di turno e su una serie di allusioni che in Italia gli avrebbero reso la vita molto dura.

Sarà perché siamo una società piuttosto bigotta, in cui “vizi privati e pubbliche virtù” è un comandamento lento a morire, ma da noi è ancora difficile che una pubblicità possa alludere al sesso e all’alcol contemporaneamente senza attirare reprimende, nella migliore delle ipotesi, o essere bloccata dal Gran Giurì nella peggiore.

La scena è quella di un supermercato poco frequentato, un commesso annoiato e una spesa che allude al sesso senza possibilità di essere fraintesa: litri e litri di panna spray e, per “aggravare” il tutto, una bottiglia di Jagermesteir; il commesso alza lo sguardo e si trova davanti due splendide e ammiccanti ragazze, fa appena in tempo a iniziare a sognare che le due se ne vanno e la magia è finita.

In effetti, in Germania devono avere una legge sulla pubblicità con maglie decisamente più larghe di quella italiana, anche se di legge vera e propria non si può parlare nel nostro caso, almeno quando si fa riferimento al Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, che legge non è ma viene applicato con certezza anche maggiore.

A proposito delle bevande alcoliche, l’articolo 22 dice – tra l’altro – che la pubblicità non può:

 

«indurre il pubblico a ritenere che il consumo delle bevande alcoliche contribuisca alla lucidità mentale e all’efficienza fisica e sessuale e che il loro mancato consumo comporti una condizione di inferiorità fisica, psicologica o sociale».

 

Probabilmente non è questo il caso, ma l’allusione al fatto che l’alcol renderà tutto più divertente è palese.

È un problema o è solo questione di bigottagine?

La risposta non è semplice, perché se prendiamo in considerazione una persona adulta facciamo presto a rispondere che lo è. Però la televisione non la guardano solo gli adulti, ma anche molti adolescenti e persone che hanno meno strumenti per valutare la distanza tra la comunicazione commerciale e la realtà.

È una questione delicata, che meriterebbe di essere approfondita non a partire da posizioni di pregiudizio, ma con onestà e lucidità.

Nel frattempo, se siete adulti e vaccinati, potete divertirvi con gli spot che girano all’estero.

 

Advertising Agency: La Red, Berlin

darialr@gmail.com

Copy dal 2002, content editor dal 2004, curiosa dal 1978. Una donna che ama la sintesi.

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