Monday, August 19, 2019
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A Capri, la Collezione di fotografia ideale a cura di Denis Curti

La mostra è la prima di un ciclo sul tema del collezionismo della fotografia, una riflessione sul significato di collezionare: raccogliere immagini per restituire una funzione narrativa alla fotografia.

Capri

Si è inaugurata sabato 24 giugno, alla Certosa di San Giacomo a Capri, la nona edizione del Festival di Fotografia a Capri con la mostra: Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale a cura di Denis Curti.

La chiusura della mostra è prevista per il 23 luglio.

La mostra è in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Polo Museale della Campania diretto da Anna Imponente.

Dopo le esperienze espositive di grande successo dedicate alla fotografia, dalla mostra del barone Von Gloeden (2009) a Mimmo Jodice (2010), da Herbert List e Maurizio Galimberti (2011), a Irene Kung e Ferdinando Scianna (2012) inoltre Francesco Jodice e Olivo Barbieri (2013), per proseguire con i Ritratti di Giovanni Gastel (2014) la mostra di Massimo Siragusa (2015), la Fondazione Capri rilancia e prosegue la propria attività culturale e artistica, con una nuova mostra alla Certosa di San Giacomo, diretta da Patrizia Di Maggio:

Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale.

La mostra sarà la prima di un ciclo sul tema del collezionismo della fotografia, una riflessione sul significato di collezionare: raccogliere immagini per restituire una funzione narrativa alla fotografia. Per dare corpo a questo progetto sono state individuate tre differenti modalità espositive, suddivise in tre anni. La prima mostra Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale prevede una raccolta fotografica tematica proposta direttamente dagli artisti con oltre 50 fotografie, come in una sorta di Collezione ideale.
La mostra si sviluppa attraverso 5 sezioni che traggono ispirazione dai forti sentimenti che ad ognuno di noi, in maniera universale, evoca l’idea di Isola. Ogni sezione sarà rappresentata dai lavori di 10 fotografi, per un totale di oltre 50 autori in esposizione. Le cinque sezioni sono:

  • Diversità (che comporta un isolamento dalla maggioranza. Ad esempio: minoranze etniche, religiose, politiche…);
  • Speranza (Isola come luogo salvifico, terra di una nuova vita);
  • Evasione (Isola come luogo lontano, esotico, nel quale fuggire);
  • Intimità (Isola come metafora del nostro mondo interiore);
  • Solitudine (allontanamento rispetto a tutto il resto);

Nelle edizioni successive il Festival proporrà una selezione delle opere più importanti provenienti dai Collezionisti privati napoletani e per completare una ricognizione all’interno delle fototeche pubbliche e private di Istituzioni, aziende, e fondazioni campane.

Gli artisti presenti in mostra:

Marina Alessi, Andrea Alfano, Maria Vittoria Backhaus, Isabella Balena, Olivo Barbieri, Gian Paolo Barbieri, Settimio Benedusi, Silvia Camporesi, Cesare Cicardini, Nicola Cicognani, Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Maria Colombo, Roberto Cotroneo, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Betta Gancia, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Mario Giacomelli, Giacomo Giannini, Alberto Giuliani, Elena Givone, Alessandro Grassani, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Cosmo Laera, Alizia Lottero, Uliano Lucas, Raffaela Mariniello, Paola Mattioli, Giuseppe Mastromatteo, Malena Mazza, Francesco Merlini, Andrea Micheli, Nino Migliori, Davide Monteleone, Marco Pasini, Roberto Polillo, Efrem Raimondi, Filippo Romano, Andrea Rovatti, Ferdinando Scianna, Emanuele Scorcelletti, Paolo Simonazzi, Massimo Siragusa, Paolo Solari Bozzi, Gaia Squarci, Daniele Tamagni, Lady Tarin.

info@federicacerami.it

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia e di arteterapia. Mi sono laureata in Architettura a Venezia con una tesi su “Il ruolo della fotografia nella lettura del territorio urbano”. Ho conseguito un diploma in Arteterapia scegliendo di specializzare i miei studi nella Fotografia Terapeutica. Insegno critica fotografica ad utenze diversificate, curo mostre di fotografia, organizzo eventi fotografici e conduco laboratori di arteterapia. Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il“mondo”dell’autore; mi interessa l’aspetto comunicativo della fotografia, perché è l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche. Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore. Le fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

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