Sunday, August 9, 2020
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Gianni Fiorito alla ilas. Il fotografo che tutti vorremmo essere.

Abbiamo incontrato in esclusiva il fotografo ufficiale di molti film e serie tv di successo, che si è preso una rivincita su chi non credeva che la fotografia di scena fosse cool.

gianni fiorito alla ilas

Poco prima che il pubblico prendesse posto nell’affollatissima sala del PAN, ammetto di aver pensato che sarebbe stato interessante sapere quanti dei presenti avessero già una chiara idea di cosa avrebbero ascoltato.

 

Forse perché la fotografia di scena me la sono sempre immaginata così tanto caratterizzata e di nicchia che a meno di non avere già una discreta passione per il cinema e il teatro ed una conoscenza buona di fotografia, difficilmente pensi che le cose possano combinare insieme. Poi è cominciato il racconto, ed è stato tutto una rivelazione.

 

Gianni Fiorito parte subito in quarta, accompagnando la voce, che intanto comincia a scaldarsi, con alcuni scatti di quando era fotoreporter. Immagini di luoghi, persone e di qualche attore, che si mescolano in uno slideshow ininterrotto e ipnotico. C’è in queste prime fotografie tutto il suo mondo, ma questo lo capiremo soltanto alla fine delle intensissime quattro ore in sua compagnia.

 

Tutti stregati dal fotografo che scatto dopo scatto svela al pubblico, forse ignaro come me, un universo intero che si muove e vive in parallelo alla macchina del cinema mentre il film si compone, fotogramma dopo fotogramma.

Alcuni scatti dal set di "The young Pope" di Paolo Sorrentino

© Gianni Fiorito
@ Gianni Fiorito
© Gianni Fiorito
© Gianni Fiorito

Le foto, che sono quelle del set della serie tv “The young Pope” di Paolo Sorrentino, sono solo un pretesto per dare spazio al racconto: oltre l’immagine c’è la passione per la fotografia che emerge prima di ogni cosa, la voglia di documentare, di testimoniare, non solo il lavoro che si sta realizzando, ma i luoghi, il loro presente, il loro esistere in una realtà che l’obiettivo della cinepresa spesso piega alle esigenze del copione, snaturandone il senso. In questo, il lavoro di Gianni Fiorito serve a riportare ogni cosa al suo posto, svelandone l’arcano e al contempo, aggiungendo fascino al racconto per immagini che anziché nascondere il trucco, lo documenta fin nei minimi dettagli.

 

C’è poi l’aspetto più vitale della professione di fotografo, il rapporto con gli attori, le storie e gli aneddoti che parlano di un ruolo che, di pari passo con quello del regista, deve saper interpretare la loro personalità in un continuo gioco a rincorrersi tra l’attore e l’uomo, il personaggio e la persona.

 

Le quattro ore volano letteralmente e capisci che, avendo avuto più tempo, saremmo rimasti ancora ad ascoltare il fotografo che tuttialmeno per un attimo, abbiamo desiderato di essere.

falasconi@ilas.com

Il primo ricordo di un regalo di compleanno è la scatola di colori a tempera ricevuta da mia zia. Chiaramente destinato ad una carriera che contemplasse il disegno e la grafica, dopo gli studi artistici e una specializzazione in Art Direction e Grafica Pubblicitaria sono entrato in ILAS in cui ho ricoperto diversi incarichi fino a diventare Art Director Senior. Appassionato di arte, cucina, fotografia e curioso viaggiatore ho già visitato letteralmente mezzo mondo e, sull’altra metà, ho le idee piuttosto chiare sul programma.

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