Tuesday, July 23, 2019
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Notget – La clip di Björk mostra un lato diverso della CGI

La computer grafica si spoglia dai troppi eccessi e si mostra a noi con tutto il suo potenziale creativo e suggestivo. Entriamo ora nel mondo surreale del nuovo videoclip della islandese Björk!

Come sappiamo, il 3D ci da la possibilità di poter creare dal nulla qualcosa che sembri a tutti gli effetti reale. Per questo motivo ha trovato nel tempo un ampio utilizzo nel cinema, nella creazione di effetti speciali che sarebbero stati fin troppo costosi da generare realmente (basti pensare alle scene di distruzione apocalittiche che si vedono in quasi ogni film hollywoodiano). Eppure oltre al semplice “ricreare ciò che è reale”, il 3D può fare molto di più. Permette di dar vita all’irreale, a ciò che fino a quel momento era rinchiuso solo nella mente di una persona. Dà forma ad illusioni e fantasie, volti a personaggi surreali e fantastici. Oggi vedremo come è stato utilizzato per dar vita al mondo “assurdo” presente nel video di “Notget”, ultima opera della cantante islandese Björk.

Björk - Notget

Come per i video di altri musicisti di successo del panorama musicale internazionale (nomi come Thom Yorke e Beck ne sono un esempio), il 3D diventa qui un nuovo mezzo di espressione vero e proprio con cui dar forma a concetti, visioni, idee, sensazioni.

La clip segue il trend di altri video musicali della cantante, come Black LakeStonemilker e il teaser per Family: clip anch’esse con cui l’artista ha scelto di lavorare ed interagire attraverso le nuove tecnologie della CGI.

Negli ultimi anni, infatti, Björk ha congiunto la sua sperimentazione musicale con la più recente ricerca tecnologica, arrivando a presenziare ad una conferenza stampa sotto forma del suo avatar in occasione dell’anteprima per la sua esposizione Björk Digital, alla Somerset House di Londra.

Il video è stato creato sotto la direzione e supervisione di Warren di Perez e Nick Thornton Jones, dello studio omonimo.

Gli effetti speciali sono stati invece creati dal giovane artista sud-africano di motion graphics, Gavin Coetzee, che oggi ci mostra parte del processo posto dietro la creazione di questi onirici, quando spettrali, effetti digitali. 

Making of di "Notget" - di Gavin Coetzee

“Negli scorsi mesi sono stato contattato da Warren e Nick di W&N Studio per dare vita a quest’ opera. Abbiamo iniziato con molta sperimentazione in 3D, esplorando con essa i temi del decadimento e della morte, della trasformazione e infine della rinascita. Bjork si è innamorata delle varianti organico/biologiche dei nostri test, così, scelto il tema, abbiamo iniziato a costruire il design del video sulla base del suddetto stile. Durante la produzione abbiamo utilizzato Maya e V-Ray, come piattaforma di rendering. Houdini invece è stato utilizzato per generare il dettagliato sistema di “growth”( crescita degli elementi naturali N.d.r.).

Voglio ringraziare Björk e il team di W&N per l’opportunità che mi hanno dato di poter esplorare liberamente le potenzialità della CGI e creare qualcosa di così estremo e diverso.”

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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