Tuesday, August 11, 2020
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Smurfs -The lost village – Un viaggio in 3D nel mondo di Peyo!

È appena giunta nelle sale la nuova trasposizione Sony delle avventure degli omini "alti tre mele o poco più". Sarà all'altezza del cartone originale dei Puffi?

Alzi la mano chi non è cresciuto vedendo almeno una puntata dei Puffi! Nessuno? Bene.
Questo piccolo mattone della nostra infanzia ha già da qualche anno assistito alla nascita di ben due film a lui dedicati, a metà tra live action e animazione. Tuttavia i due prodotti della Sony Imageworks non hanno avuto risalto.  Agli occhi del pubblico e della critica, per via di una carente cura sia narrativa che di resa, i film sono risultati molto distaccati rispetto all’idea ed al design dei personaggi originali.

Il nuovo film “I puffi- Viaggio nella foresta segreta” (in inglese “Smurfs – the lost village”), appena uscito nelle sale invece, rappresenta un reboot della saga per la Sony Imageworks, in quanto si distacca notevolmente dai precedenti tentativi di animazione mista a live-action.

Smurfs - The Lost Village - Making of degli ambienti

Il design e la costruzione dei modelli 3D e dei Rig utilizzati sono stati totalmente studiati da zero.
Nulla proviene ossia da un riciclo di precedenti asset 3D, ma bensì ogni cosa è stata pensata e curata in forma e dimensioni, per mantenere ed enfatizzare il più possibile il look orignale del cartone firmato dall’artista belga Peyo, con cui tutti siamo cresciuti.

Interessantissima in tal senso è la resa visiva, che si differenzia molto rispetto non solo agli episodi antecedenti, ma anche riguardo alle tendenze attuali di molti features film animati, sempre più proni ad un fotorealismo estremo.
Il nuovo film della Sony Imageworks sembra invece cercare di ricreare un look molto più cartoonesco, ottenendo grazie al sapiente lavoro dei lighter e dei direttori della fotografia, risultati più “onirici” e “fantastici” che reali.
Un’attenzione in più alla estetica e una in meno al realismo, finalmente oserei dire.
Rientrano in quest’ottica anche la scelta di “caricare” più del normale di effetti di “traslucenza” (che donano morbidezza ai vari elementi naturali del bosco) e lo sviluppo di particolari shaders bioluminescenti, che ragiscono ossia all’assenza di luce, per le atmosfere notturne del bosco che risulta così molto più colorato ed etereo.

Smurfs - The Lost Village - Dai disegni 2D di Peyo ai modelli 3D del film

Il software utilizzato non è nient’altro che la nostra suite-combo di software preferiti, vale a dire Autodesk Maya per il 3d ed Arnold Renderer, per la fase di rendering. Seppur in una versione adattata alle esigenze di produzione della Sony con alcune integrazioni e modifiche legate alla loro processo di pipeline.

I tools di Maya sono stati utili anche in fase di sviluppo degli shots, dove i 3D artists hanno potuto giovare di alcune delle features del programma. Per studiare in tempo reale effetti di postproduzione fondamentali come il “Depth-of-field”, che aiuta a rendere visivamente le ridotte dimensioni del villaggio e dei puffi stessi, fondamentale ad esempio è stato l’uso della Viewport 2.0.

“I puffi- Viaggio nella foresta segreta”, con i suoi colorati protagonisti è appena giunto nelle sale per il divertimento di piccini e grandi piccoli nostalgici.

Smurfs - The Lost Village - La creazione dei vari "aiutanti" del bosco

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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