Thursday, October 19, 2017
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Mario Piazza, la grafica e la storia del Made in Italy

Un articolo di Mario Piazza per AIS/Design racconta del contributo fondamentale che la grafica ha dato al made in Italy: una rassegna di fatti e nomi da approfondire per gli studenti di grafica

Mario Piazza

Nel 1874 un tedesco geniale, Friedrich Nietzsche, pubblicava la seconda delle sue Considerazioni inattuali, dal titolo “Sull’utilità e il danno della storia per la vita” in cui mostrava come il rapporto dell’uomo con il proprio passato fosse qualcosa di estremamente complesso e tutt’altro che pacifico.
Ho ripensato a questo testo leggendo un articolo molto interessante sulla rivista dell’AIS/Design, Associazione italiana degli storici del design, scritto da Mario Piazza – 46xy è la sua agenzia – che è uno di quei nomi sconosciuti a giovani grafici e art director, e che invece è nel dna della grafica italiana.

Basti dire che questo signore è stato creative director di Domus dal 2004 al 2007, un cult della nostra editoria, ed è art director di Abitare.
A dare uno sguardo al suo curriculum, dal Politecnico di Milano, presso cui insegna Comunicazione visiva, al dipartimento Indaco della Facoltà del Design di Milano, dove è ricercatore, senza contare il lungo elenco di riviste di cui è collaboratore, si capisce perché lui sia autore di un articolo che racconta come la grafica abbia dato un contributo essenziale al nascita e all’affermazione del made in italy.

Il prodotto italiano era il sinonimo di stile, di originalità ed eleganza inventiva. Era una sorpresa. E lo stile è in primo luogo una nozione distintiva, una capacità di relazionarsi, un atteggiamento comunicativo del prodotto e dell’oggetto. I prodotti del design italiano erano i primi interpreti di questa funzione comunicativa.*

illustrazione di mario piazza

L’articolo, dal titolo La grafica per il ‘made in italy’, che sarebbe più giusto definire un monografia e che potete leggere qui è una sorta di piccolo libro che bisognerebbe consigliare ai giovani grafici – e probabilmente non soltanto loro – di leggere con attenzione, anzi, con una matita a portata di mano per prendere nota di nomi illustrissimi di grandi professionisti del design e della grafica italiana,

a cominciare proprio da quello di Mario Piazza, che tra l’altro è stato a lungo presidente dell’AIAP.
Un articolo che racconta, storia dopo storia, marchio dopo marchio, quale enorme influenza reciproca la grafica, la pubblicità e il design abbiano esercitato gli uni sugli altri.

Allora il disegno industriale è stato veicolato attraverso i valori simbolici della propria immagine. Immagine che è stata scritta in primo luogo dai grafici.*

E torno a Nietzsche: a cosa serve la storia? Che utilità può avere il vasto mondo di internet a disposizione, che racchiude e cataloga tutto lo scibile, tutto il trascorso, tutta la vita se non sappiamo cosa farne?
A farci da zavorra senza dubbio, a soffocarci, ma non è questa la sola possibilità di relazionarci al passato:

leggere nomi con quelli di Steiner, Provinciali, Ricci e poi partire per una viaggio alla scoperta dei loro lavori, con passione, con curiosità, è un’occasione di crescita a disposizione di chiunque sia animato dalla scintilla della curiosità, il solo vero requisito indispensabile a chi voglia occuparsi di creatività.

 

*La grafica per il ‘made in Italy’

darialr@gmail.com

Copy dal 2002, content editor dal 2004, curiosa dal 1978. Una donna che ama la sintesi.

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