Friday, October 23, 2020
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Division & Unity – La computer grafica come arte e reazione

La CGI può divenire uno strumento di denuncia dei un mondo digitale sempre più diviso? Assolutamente si.

In un mondo in cui la CGI si sviluppa grazie ai grandi colossal del botteghino, pieni di esplosioni, eroi e effetti speciali, diventa difficile immaginarsi la computer grafica come un medium non solo di innovazione, ma anche di messaggi sociali. Di fatti, questo carattere di utilità è divenuto, nel pensiero comune una sorta di prerogativa dei classici strumenti d’informazione, come giornali, riviste e televisione.

Tuttavia non bisogna dimenticare come un mezzo non possa divenire limite di se stesso e dei messaggi che può generare/inviare al pubblico.

Ne è un esempio il corto “Division & Unity” che tramite l’ausilio di un 3D onirico e a tratti “inconsistente”, ne fa esempio di ricercatezza visiva in una disincantata critica, alla dispersione virtuale in cui ci troviamo immersi sempre più

In un particolare ossimoro tra contenuti e mezzo, i grafici degli studi Territory Studio / ODD NY, ci mostrano la doppia faccia di un’era sempre più social e digitale. Da un lato baluardo della modernità e dell’evoluzione del nostro quotidiano, nata per rompere le distanze e permetterci di stare sempre in contatto gli uni con gli altri. Dall’altro causa stessa dell’isolamento individuale in cui le persone si rinchiudono quotidianamente, fatto di mura di schermi e connessioni veloci.

La compagnia ODD/NY, che annovera lavori a base di effetti speciali, anche per grandi produzioni cinematografiche, ci conquista gli occhi con immagini simbolo di una condizione in cui tutti ci ritroviamo, nel contempo artistiche e di denuncia, della deriva senza senso dei nostri giorni.

Per ammirare e per riflettere.

 

Division & Unity - by Territory Studio and ODD NY

pontolillo@ilas.com

Fu quando avevo 5 anni che scoccò la scintilla per la grafica 3D. L'uscita di Toy Story, film cult della Pixar, fu l'inizio del mio interesse per la nascente grafica in CGI. Dapprima nacque l'amore mai tramontato per il disegno, fu poi il tempo della grafica in 2D. Infine, diciottenne, approdai alla grafica tridimensionale, stregato dalle possibilità di poter raccontare e di ricreare qualsiasi cosa desiderassi. Dopo due anni ho iniziato a lavorare come 3D generalist, specializzandomi infine come Lighter TD, Concept artist e professionista Autodesk.

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