Wednesday, November 21, 2018
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La disciplina del diritto d’autore con un esempio pratico.

I diritti di natura patrimoniale che determinano in capo all’autore (disegnatore, scrittore di articoli, autore di un qualsiasi testo ecc.) il riconoscimento di compensi ed il conseguente problema della tassazione degli stessi nonché della modalità

Se dovessimo cercare di comprendere come talvolta un concetto giuridico abbia la necessità di servirsi di una metafora per incorporarsi in un ideale o per assurgere al significato di valore anche etico, morale ed intimamente connesso ad uno degli aspetti più significativi in cui si esplica la personalità di un essere umano indubbiamente uno degli esempi più idonei dovrebbe essere rappresentato dal diritto d’autore ove è maggiormente percepibile ed evidente che la scienza giuridica ha necessità di “creare”, di ricorrere a delle “finzioni innovatrici” finalizzate a tutelare aspetti importanti dell’attività di una Persona con la P maiuscola. Il diritto d’autore da un punto di vista normativo e dottrinale è tutelato come diritto della Persona da un lato sì irrinunciabile ed intrasferibile quale autentica esplicazione della categoria dei diritti personali ma dall’altro volgarmente oggetto di sfruttamento economico, patrimoniale, espressione dei desideri di affermazione pecuniaria che quotidianamente disegnano le traiettorie della nostra vita attribuendole un significato molto più concreto di quello che si rinviene nell’essenza delle nostre attitudinI artistiche e creative. Il legislatore si è sempre preoccupato di tutelare questo aspetto della vita di tutti i giorni, ben consapevole che rappresenta fonte di potenziali conflitti nonché  riserva di prerogative per pochi eletti artisti da un lato e fortunati affabulatori dall’altro (penso a Pupo ed al suo attuale spettacolo teatrale “Pornoamore”). Ciò di fatto poi non esclude che della tutela legislativa e/o degli obblighi correlativamente statuiti siano destinatari tutti quei protagonisti quotidiani della vita di tutti i giorni come disegnatori, scrittori, giornalisti che contribuiscono ad arricchire l’offerta di piccole e grandi opere dell’ingegno che caratterizzano la nostra esistenza.

La Legge 22 aprile 1941, n. 633 (legge sul diritto d’autore), mi dispiace per il riferimento ma almeno questo era necessario, stabilisce che l’autore di un’opera dell’ingegno ha il diritto esclusivo di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo originale o derivato. I fondamentali diritti che spettano agli autori sono due: 1) il diritto morale ad essere riconosciuto “autore” di una determinata opera 2) il diritto patrimoniale a trarne vantaggio da un possibile sfruttamento economico della medesima opera.

In questa sede vogliamo occuparci in particolare dei diritti di natura patrimoniale che determinano in capo all’autore (disegnatore, scrittore di articoli, autore di un qualsiasi testo ecc.) il riconoscimento di compensi a titolo di corrispettivo per la cessione di tali diritti ed il conseguente problema della tassazione degli stessi

nonché della modalità di esposizione per l’adempimento degli obblighi legislativi di natura tributaria e previdenziale. Nella prassi uno dei contratti che ricorre maggiormente nell’ambito dello sfruttamento dei diritti d’autore è quello di edizione, ovvero: “il contratto con il quale l’autore concede a un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno” (art. 118 della legge sul diritto d’autore) e daje con un altro riferimento. Tale strumento è utilizzabile per quelle opere dell’ingegno rispetto alle quali l’interesse dell’autore alla comunicazione al pubblico dell’opera stessa e al suo sfruttamento economico, sono realizzabili mediante la stampa su supporto cartaceo o attraverso forme tecnologicamente evolute ma sostanzialmente equivalenti.

I compensi percepiti dall’autore dell’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore, se non sono conseguiti nell’esercizio d’impresa commerciale, ai fini delle imposte sui redditi, sono classificati come redditi di lavoro autonomo. Il trattamento fiscale di questi compensi, proprio in virtù della natura particolarmente qualificata degli stessi, ha un carattere specifico rispetto alle regole generali che disciplinano i redditi di lavoro autonomo. Ai fini delle imposte dirette, infatti, vengono tassati nel periodo d’imposta i compensi percepiti per lo sfruttamento economico delle opere d’ingegno ridotti di alcune deduzioni forfettarie, riconosciute dal Legislatore al fine di agevolare coloro che “creano” e/o “producono” opere dell’ingegno: all’autore che abbia percepito, nel corso del periodo d’imposta, dei compensi per la cessione o concessione in uso di un’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;

del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Al medesimo autore sarà applicata dal Committente la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi percepiti al netto della deduzione forfettaria riconosciuta. Elemento molto importante è che nel 2013 l’I.N.P.S. ha espressamente affermato in un proprio documento di prassi che i redditi percepiti dall’autore di opere dell’ingegno non comportano l’obbligo di iscriversi alla c.d. gestione separata (per intenderci quella destinata ai professionisti privi di Albo professionale e di Cassa previdenziale).

Un piccolo esempio potrà rendere meglio l’idea.

Supponiamo che un illustratore dell’età di 32 anni abbia eseguito su commissione per conto di un’Agenzia pubblicitaria un disegno relativo ad una campagna promozionale per un compenso pattuito di € 1.000,00.

La ricevuta di lavoro autonomo occasionale emessa dal nostro giovane artista sarà la seguente:

  • COMPENSO € 1.0000
  • DETRAZIONE FORFETT. (40% età inf. 35 anni) € 400,00)
  • Imponibile per ritenuta d’acconto € 600,00
  • Ritenuta d’acconto 20% sull’imponibile € 120,00
  • Netto percepito (1.000-120) € 880,00)

Ovviamente risulta chiaro che la detrazione forfettaria altro non è se non una modalità di calcolo agevolato per l’applicazione della ritenuta d’acconto. Il compenso dell’autore che concorrà al suo reddito fiscale sarà pari a € 600. Cioè il Legislatore, in conformità alla particolare qualificazione di tale tipologia reddituale riconosce, a prescindere dal reale sostenimento, un importo di spese in detrazione dai compensi determinato in misura semplificata e soprattutto a prescindere dalla relativa documentazione di supporto.

Alla prossima puntata

barricelli@ilas.com

Laureato in Economia e Commercio con indirizzo economico aziendale nell'anno 1989 con una tesi in scienza delle finanze e diritto finanziario. Dal 6 marzo 1992 esercita la professione di dottore commercialista ed è iscritto all'Albo presso la circoscrizione di Napoli. È iscritto al registro dei revisori contabili presso il Ministero di Grazia e Giustizia. È abilitato all'insegnamento delle materie relative alle discipline giuridiche ed economiche. Ha partecipato a numerosi seminari su: analisi transazionale, gestione delle risorse umane, comunicazione e lavoro di gruppo, problem solving. È stato socio A.I.F. Associazione Italiana Formatori. E' mediatore professionista nonchè C.T.U. Civile e Penale presso il Tribunale di Napoli

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